Sono aperti gli ambulatori specialistici
Siamo lieti di comunicare che in data 11 novembre 2024 Regione Lombardia ha deliberato l’accreditamento degli neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza di Fraternità Giovani. Gli ambulatori Mind Up si trovano all’interno del Centro Polifunzionale per l’Età Evolutiva e sono aperti al territorio.
Ecco alcune testimonianze di chi sta già vivendo percorsi nel CPEE:
«Avevo bisogno di parlare per esprimermi e aprirmi, perché più tenevo dentro, più ero triste e chiusa in me.
Mia madre un giorno mi portò quindi in questo posto. All’inizio era complicato esprimere ciò che provavo, però a mano a mano che andavamo avanti con i colloqui ho percepito che ero ascoltata e sostenuta, e che potevo fidarmi di lei.
Alcune volte mentre parlo con lei riesco io stessa a trovare risposte ad eventuali problemi, sennò c’è sempre lei ad ascoltarmi e consigliarmi.
Grazie di cuore!»
Minore beneficiario.

“Un percorso psicologico è incontrarsi lungo la strada e dire “mi sono perso”,
È sorreggerti ed essere la tua stampella quando scivoli,
È accompagnarti lungo il percorso per indicarti la strada,
È condividere con te il paesaggio scoperto lungo il tragitto,
È salutarti quando hai ritrovato la strada e hai capito dove andare.»
Virginia, operatrice.

«Il fiore di loto, simboleggia il benessere, la purezza e la rinascita spirituale.
Il fiore secondo me, è la perfetta rappresentazione del mio percorso e della mia rinascita fatta nell’ultimo anno.
I fiori sono come noi esseri umani, nascono e sono perfetti poi piano piano iniziano a crescere, ma ci sono le prime crepature e i petali iniziano a perdersi lungo la strada della nostra vita.
Però nel percorso si può guarire e rinascere, tramite l’aiuto che chiediamo a noi stessi ma anche ad altre persone.»
Minore beneficiario.

«…il gioco è fermo…., tutto sta crollando, siamo in pericolo, aiuto non ce la possiamo fare, non capiamo cosa sta succedendo…
Così due genitori adottivi, così la storia di tanti genitori bloccati, congelati nella paura e nel dolore.
Cosa abbiamo sbagliato? Come è successo tutto questo senza che ce ne rendessimo conto? la delusione per il fallimento educativo genitoriale lascia spazio alla rabbia rivolta verso un figlio che mette alla prova e testimonia al mondo la loro incapacità.
Sarebbe bello avere una ricetta magica, senza troppo sacrificio e impegno, che possa lasciare volare via tutto il peso e l’angoscia, che possa riordinare le cose….così come devono essere…
Esercitare l’accoglienza e coltivare la speranza, sollevare dalla colpa e ricominciare a respirare….così inizia il viaggio con i genitori che affrontano sfide impreviste come il trovarsi di fronte a un figlio che si stenta a riconoscere.
La partita riprende quando si può pensare a un movimento, a un piccolo cambiamento, alla conoscenza che diventa fondamento di una nuova dinamica relazionale.
Il sistema famiglia si rimette in gioco, si accende l’interesse della scoperta, si avverte la possibilità di diventare motore di un mutamento e di una crescita, come persone e nel ruolo genitoriale.
E poi davvero….giorno dopo giorno….qualcosa accade, mentre si fa e si prova, mentre si è sul campo, mentre si sbaglia e c’è qualcuno che ci tiene per mano e non ci lascia cadere….
e allora si osserva la scacchiera e si vedono nuove possibilità di gioco….
Non era scacco matto…, muovo il cavallo!…..»
Elena, operatrice.
